{"id":101,"date":"2024-12-17T17:57:41","date_gmt":"2024-12-17T16:57:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.officinedelleidee.it\/etivengoacercare\/?page_id=101"},"modified":"2024-12-18T19:30:48","modified_gmt":"2024-12-18T18:30:48","slug":"bivongi-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.officinedelleidee.it\/etivengoacercare\/bivongi-2\/","title":{"rendered":"Bivongi"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"101\" class=\"elementor elementor-101\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-144d767 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"144d767\" data-element_type=\"container\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f96817 e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"6f96817\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9b000fc e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"9b000fc\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f07baa0 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"f07baa0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Monastero Greco-Ortodosso di San Giovanni Theristis - Bivongi (RC)<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d9118e0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d9118e0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Il Sacro Monastero di San Giovanni Theristis si trova nelle campagne del Comune di Bivongi, in una vallata sovrastata dalle ripide pareti del monte Consolino, denominata Vallata bizantina dello Stilaro. La basilica bizantino-normanna fu edificata in memoria di San Giovanni Theristis, un umile monaco vissuto nel piccolo insediamento monastico posto tra le fiumare dell\u2019Assi e dello Stilaro, nel IX secolo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cfaf807 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"cfaf807\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">L'antico monastero<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8bfc4f3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8bfc4f3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"p1\">Nel luogo di questo aghiasma sorse nell\u2019XI secolo un monastero bizantino a lui intitolato. Esso si svilupp\u00f2 in periodo normanno come uno dei pi\u00f9 importanti monasteri basiliani nel Meridione d\u2019Italia e mantenne splendore e ricchezza sino al XV secolo. I suoi monaci erano molto dotti e possedeva una vasta biblioteca e ricchi tesori.<\/p><p class=\"p1\">Il monastero cominci\u00f2 a conoscere in seguito fasi di declino, come tutti i monasteri greci della zona: nel 1457 il Visitatore Apostolico del Papa ne constatava la decadenza.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b8a8a7f elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"b8a8a7f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Il complesso architettonico<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-40c174e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"40c174e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\u201cA settentrione di Stilo una catena di modica elevazione separa le due contigue e parallele vallate\ndello Stilaro e dell\u2019Assi. A cavallo del valico che collega i due bacini e che dovette essere attraversato\nda una mulattiera assai malagevole ma altrettanto frequentata nei tempi di mezzo, sorgono le ruine\ndi S. Giovanni Vecchio quasi all\u2019altezza di Stilo, emergenti in mezzo a macchie di neri elci e di\nverdi quercie e cos\u00ec segregate dal mondo per la profonda vallata che ben pochi degli Stiletani le\nconoscono, e nessuno studioso dell\u2019arte medievale le aveva visitate.\nIn questa chiusa e quasi mistica solitudine assai prima del sec. X sorse un umile monastero basiliano, il quale verso il 1100 fu nobilitato ed assurse a grande fama per la presenza di S. Giovanni Theresti,\ne poco appresso per la sontuosa riedificazione fattane da uno dei due Ruggeri. Anzi a tanto assurse\nla sua fama, da esser proclamato caput monasterium ordinis S. Basilii in Calabria\u201d.\nCon queste parole Paolo Orsi descrive il pittoresco scenario, cos\u00ec mistico e solitario, in cui ritrova\nquasi casualmente le rovine del monastero di San Giovanni Therest\u00ecs, presso Bivongi, scoperta della\nquale si attribuisce la paternit\u00e0.\nLa prima menzione di un monastero intitolato a San Giovanni Therist\u00ecs appare nell\u2019atto di fondazione\ndella diocesi latina di Squillace (1096) . Il monastero era tuttavia da tempo attivo, come apprendiamo\ndal cartolario del monastero, Gerasimo Atoulinos aveva fondato, secondo Andr\u00e9 Guillou a cavallo\ntra l\u2019et\u00e0 bizantina e quella normanna, una comunit\u00e0 monastica su una sua propriet\u00e0, stabilendone per\nessa l\u2019indirizzo spirituale. A partire dalla fine dell\u2019ultimo decennio dell\u2019XI secolo le fonti forniscono\ntuttavia una serie di informazioni dirette e indirette che evidenziano il condensarsi dell\u2019attenzione\ndella famiglia comitale normanna per il monastero di San Giovanni Therist\u00ecs concretizzatasi attraverso l\u2019inserimento dell\u2019autorit\u00e0 normanna nella conferma dei nuovi igumeni e in una munifica\npromozione del suo stato patrimoniale. Da un punto di vista architettonico la chiesa si configura\ncome un edificio ad impianto longitudinale a T, con lunga aula mononave, presbiterio triabsidato\ncon profilo scalare, cupola innestata su alto tamburo composito all\u2019incrocio del transetto con la\nnavata. Una delle caratteristiche pi\u00f9 interessanti dell\u2019edificio risiede soprattutto nel contrasto tra la\nsemplicit\u00e0 costruttiva e ornamentale della navata e la complessa soluzione tectonica e decorativa\ndella zona presbiteriale. Questa \u00e8 generata dall\u2019articolazione di tre vani quadrati gravitanti intorno\nad uno centrale di dimensioni leggermente maggiori rispetto ai primi due e culminante nella\nsorprendente elevazione verticale della cupola. I due vani posti sull\u2019asse trasversale nord-sud a costituire il transetto, presentano pianta quadrata con il lato orientale munito di absidiola priva\ndi coro e poco pronunciata esternamente. Tra i due si colloca il vano centrale seguito sul lato a\noriente da un breve bema rettangolare concluso dall\u2019abside. \u00c8 nel punto di innesto tra navata e\ntransetto che il sistema si manifesta nel suo intero sviluppo spaziale: l\u2019invaso si espande verso l\u2019alto\ncon una sequenza di tre tamburi sovrapposti in asse, la cui ampiezza diminuisce progressivamente,\ne terminante nella calotta emisferica.\nIl primo tamburo, quadrato, \u00e8 provvisto sui lati longitudinali di una doppia cornice a denti di\nsega; il secondo, ottagonale, si apre in quattro finestrelle alternate ad altrettante quattro trombe a\ncuffia angolari a duplice risalto; il terzo volume, cilindrico, presenta un leggero sbalzo mediano che\ngenera una contrazione del diametro della cupola conferendole il tipico profilo di gusto islamico. La\ncrociera si apre sui due ambienti laterali con archi a pieno sesto, mentre verso l\u2019aula e il bema con\ngrandi arcate a profilo acuto.\nIl complesso monumentale, dopo il suo abbandono avvenuto il 12 marzo del 1662 a causa del\ntrasferimento dei monaci e delle reliquie dei santi teofori Giovanni il Mietitore, Nicola e Ambrogio\nnella vicina Stilo, \u00e8 stato restaurato nelle sue forme stilistiche attuali a partire dal 1984 e nuovamente\nabitato dai monaci ortodossi greci della Repubblica monastica del monte Athos, dal marzo del 1994,\ne della Chiesa ortodossa rumena a partire dal luglio del 2008.\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e321003 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"e321003\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La rinascita<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-567a29e elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"567a29e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\tNel Seicento una banda di briganti cre\u00f2 molte difficolt\u00e0 al monastero e nel 1662 i monaci lo\nabbandonarono definitivamente per trasferirsi nel convento pi\u00f9 grande di San Giovanni Theristis\nfuori le mura a Stilo, dove furono portate le reliquie di San Giovanni Theristis e dei Santi asceti\nNicola e Ambrogio.\nAll\u2019inizio dell\u2019800, in seguito alle leggi napoleoniche sui beni ecclesiastici, divenne propriet\u00e0 del\ncomune di Bivongi. Appartenne poi a diversi proprietari, che lo adattarono all\u2019uso agricolo. Gli\neredi dell\u2019ultimo proprietario lo donarono nel 1980 nuovamente al comune di Bivongi.\nIl monastero, dismesso nel corso del XVII secolo con il trasferimento dei monaci a Stilo, fu scoperto\nda Paolo Orsi nel primo decennio del 1900, il quale per la lontananza dal centro urbano e per la\nmancanza di una comoda viabilit\u00e0 nulla pot\u00e9 fare per salvaguardarlo. Il San Giovanni fu \u201criscoperto\u201d\nnel 1965 da Franco Ernesto, allora sindaco di Bivongi, il quale si adoper\u00f2 affinch\u00e9 il monastero ed\nil Katholicon fossero conosciuti e salvaguardati. Nel 1990 cominciarono i lavori di ristrutturazione\ndell\u2019edificio e dell\u2019area per riportarlo ad essere nuovamente un luogo di preghiera per i monaci\nortodossi. Nel 1994 cominciarono a vivervi stabilmente i primi monaci athoniti provenienti dal\nMonte Athos e nel dicembre dello stesso anno il Consiglio Regionale della Calabria dichiar\u00f2 sacra\nl\u2019area compresa fra i fiumi Stilaro e Assi per facilitare l\u2019insediamento dei monaci. Il 24 febbraio 1995\nil comune di Bivongi consegn\u00f2 ufficialmente il monastero all\u2019Arcidiocesi Ortodossa d\u2019Italia per un\ntempo di 99 anni. Questo monastero \u00e8 il primo in Italia ad essere stato fondato da monaci athoniti\nprovenienti direttamente dall\u2019Athos.\nIl 21 marzo 2001 il monastero fu visitato dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, che vi\nriport\u00f2 una reliquia di San Giovanni Theristis dall\u2019omonima chiesa di Stilo. Nel 2002 sono stati\ndefinitivamente ultimati i lavori con il completamento della ricostruzione del katholikon.\nNel 2008 il Consiglio comunale di Bivongi, ha concesso l\u2019uso del Monastero per 99 anni alla Chiesa\nortodossa rumena in Italia in seguito alla mancata custodia da parte dei Greci, cos\u00ec come accadde\nqualche mese prima con il Monastero di Badia a Mandanici in Sicilia, tornato nelle mani del Comune\nche lo aveva concesso.\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monastero Greco-Ortodosso di San Giovanni Theristis &#8211; Bivongi (RC) Il Sacro Monastero di San Giovanni Theristis si trova nelle campagne del Comune di Bivongi, in una vallata sovrastata dalle ripide pareti del monte Consolino, denominata Vallata bizantina dello Stilaro. 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