Apro gli occhi. Sono le 5. Ancora è presto, dormo un altro po’. Mi giro come una cotoletta nell’olio bollente: pancia sopra, pancia sotto, lato destro, lato sinistro. Friggo tra le lenzuola.

È un tempo assurdo, questo tempo, ma non perché sia folle, ma perché fermo, di un'immanenza che raggela. Ogni mattina vorremmo fosse quella giusta per poter riparare al danno, fermi, immobili ad osservare questo scempio.

A chi raccontare le cose belle se non a chi ami? Ci sarà sempre chi ascolterà anche se da lontano

Pestate, stropicciate, a brandelli, nude. Le mascherine giacevano inerti ai piedi saltanti di tutti. Tutti, ma proprio tutti, erano scesi in strada

Stuzzicati dal nostro prof. Massarini, ci siamo ritrovati a sfogliare le pagine di Manzoni e Boccaccio... Proprio come nel Decameron, anche noi, oggi siamo chiamati a ripartire e a ricostruire.