Cucina “povera” ai tempi del Coronavirus

La “cucina povera” ha una tradizione antica, è quella dei contadini delle classi meno abbienti; essa è espressione dell’arte di arrangiarsi che per anni ha caratterizzato per necessità la dieta di tante generazioni.

La frittata di “Cipullette” senza uova è un piatto “povero” della tradizione gastronomica Cletese. Difficile da preparare ma regala al contempo tanta soddisfazione per il palato per via del suo gusto saporito e semplice.
Gli ingredienti non sono altro che prodotti della nostra terra: farina di grano duro, acqua, cipollotti e sale. La frittata di “Cipullette” per anni ha rappresentato un valido e gustoso alimento. Veniva in particolar modo preparata dalla padrona di casa nei giorni di duro lavoro nei campi, quando, ad esempio, a metà mattina bisognava far rifocillare i contadini che lavoravano. Il lavoro in campagna era molto faticoso specialmente in estate ,pertanto era opportuno alzarsi presto per evitare le ore di sole più intense. Così occorreva preparare qualcosa da mangiare che non costasse troppo anche perché i tempi non consentivano spreco di molti soldi.

Di conseguenza bisognava arrangiarsi con quello che si aveva e prepararlo nel migliore dei modi.

La frittata veniva mangiata a metà mattina intorno alle ore 10 seduti all’ “anta”! Per “anta” si intende in dialetto Cletese la porzione di terreno che divide simbolicamente la terra zappata da quella da zappare dove si formava una sorta di scalone che serviva a poggiare la cesta utilizzata per trasportare la frittata ed il vino.

Preparazione: Soffriggere un’abbondante quantità di cipollotti dopo averli lavati e tagliati in maniera grossolana, al fine di ritrovare questi pezzettoni saporiti successivamente nella frittata stessa. Una volta completata tale operazione versare il tutto in una padella a fuoco lento con olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e mescolate il tutto con un cucchiaio di legno. Il passaggio successivo da compiere è coprire con coperchio e lasciare cuocere per circa dieci minuti . Questa operazione serve per la cottura dei cipollotti , che non dovranno rosolare, bensì ammorbidirsi o come si dice “in gergo culinario” sudare.

Uno dei segreti di questa pietanza è la preparazione dalle pastella che non dovrà essere né troppo densa né troppo liquida. Versare farina di grano duro in un recipiente, aggiungendo acqua , un pizzico di sale e girate con forza, aiutandovi con una mestolo da cucina. Dopo qualche minuto la consistenza della pastella sarà simile a quella di uno yogurt. Ma resta il passaggio più arduo da compire; come tutte le frittate il problema sta nel girarla al fine di avere una cottura omogenea da entrambe i lati. Vista la consistenza della frittata morbida dentro e croccante fuori è consigliabile girarla aiutandosi con un grande piatto facendo attenzione a non farla cadere a terra, ripetendo tale operazione due volte per lato. Voilà la nostra frittata di cipollotti è pronta da gustare!

Franco Roppo Valente