Per mano

Ho sentito il fuoco del volontariato quasi per caso. Una sera, mentre tornavo dall’ufficio, ho visto un uomo girarsi su se stesso e accasciarsi sul marciapiede. Ero distante da lui un paio di metri, mi misi a correre per rialzarlo da terra. Gli chiesi se stesse bene, presi il cellulare per chiamare il 118, ma mi bloccò afferrandomi per una mano. “Rimanga ancora qui per un po’ – disse – Da troppo tempo nessuno si prende cura di me”. Lo accontentai. Dopo l’arrivo dell’ambulanza, mi incamminai verso casa. Nella testa si era subito accesa una lampadina: quell’episodio poteva ripetersi con chiunque altro.

Nel giro di quattro settimane entrai a far parte di un’associazione a sostegno della Protezione civile di Cantù, in provincia di Como. Seguivo, a cadenza periodica, corsi di formazione accompagnati da esercitazioni pratiche. L’uniforme che indosso è diventato una seconda pelle per me.
Quando il numero dei contagi per Coronavirus si è esteso a macchia d’olio in tutta la Regione Lombardia, non ho esitato a dare il mio aiuto. Sapevo a cosa andavo incontro, poichè la richiesta di assistenza sarebbe triplicata. Una mole di servizio vale però zero rispetto alla riconoscenza negli occhi delle persone. Nei weekend è capitato di saltare il pranzo, le giornate iniziano alle sei e terminano alle 8. Bisogna dividersi i compiti, leggere attentamente le liste della spesa fornite e preparare i pacchi alimentari da consegnare alle famiglie più povere o agli anziani soli.

C’è una signora, vedova da anni, che ormai mi considera come suo nipote. Il venerdì mi aspetta alla finestra con un enorme sorriso. Puntualmente lascio la busta con i prodotti vicino al cancello e per ringraziarmi si raccomanda: “Appena il virus sparirà, devi assaggiare la mia charlotte di mele”.
Un minuto prima che citofono, invece, Luisa, 56enne costretta su una sedia a rotelle, mi chiama per nome emozionandosi ogni volta che provvedo al ritiro in farmacia e al recapito domiciliare dei suoi medicinali.
Essere volontario significa avere una grande responsabilità. Sbagliato è credere che si sovviene alle necessità esclusivamente negli eventi calamitosi. Noi interveniamo anche nei momenti in cui il tunnel della vita non riesce ad immaginare la luce.

Francesca De Meo